FakeApp: quando l'intelligenza artificiale colpisce la vita privata

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FakeApp, un nuovo software che permette di creare fake video compromettenti con protagonisti totalmente ignari. Sfruttando il machine learning, infatti, il sistema permette di adattare in maniera altamente realistica un qualsiasi volto all’interno di un videoclip, rendendo veramente difficoltoso riconoscere l’artefizio.

Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

Il tool desktop inizia a far parlare di sè sul noto sito Reddit, all’interno del quale ha dato vita ad una discussione molto concitata proprio a causa degli ambiti in cui questo programma può essere e soprattutto è stato usato. Sono diverse, infatti, le pornoattrici, ma anche i personaggi dello spettacolo, che si sono ritrovati protagonisti di filmati a luci rosse, di video erotici e pornografici che, a una prima occhiata, non sembrano affatto dei fake.

Ecco che in poco tempo è nato il fenomeno Deepfake: è stato proprio un utente di Reddit (il suo nick è deepfakeapp) a dar vita a questo tool, a metterlo a disposizione degli utenti (ricordo che il programma è totalmente gratuito) e a creare una discussione in merito.

La curiosità verso questo nuovo strumento, la voglia di sperimentare e di mettere alla prova le proprie capacità, ha portato gli utenti del sito a installare il tool e iniziare a creare diversi video, sfruttando le foto delle celebrità facilmente reperibili sulla rete.

Sugliaspetti tecnicidel programma non si sa molto, ma realizzare e renderizzare un filmato non sembra essere affatto banale e semplice. Il sistema utilizzerebbe gli algoritmi di deep learning (ovvero apprendimento profondo, un campo specifico di ricerca proprio del machine learning e dell’intelligenza artificiale) di difficile comprensione ed utilizzo, basti pensare che per elaborare una breve clip sono necessarie dalle 8 alle 12 ore.

Ma come funziona?

FakeApp accede ai file che l’utente ha all’interno di una propria galleria multimediale, per comparare i volti con quello presente nel video che verrà contraffatto, al fine di selezionare il fotogramma migliore. Grazie alla facial recognition, il software compara diversi elementi come i lineamenti, la forma degli occhi, il colore della pelle, per cercare di adattare al meglio il viso su ogni frame del video: è proprio per questo che è così difficile capire subito che si tratta di un falso.

Sicuramente se il video selezionato per realizzare il fake è molto movimentato, il dubbio che quello che si sta vedendo non sia vero, ma un artefatto, diventa molto più facile: il labiale non corrisponderà, i frame non scorreranno in maniera fluida uno dopo l’altro, il volto potrà apparire fuori asse rispetto al corpo, fino a sembrare deformato. Ma questo dipende solamente dalla scelta che si fa e dalla bravura nell’utilizzare il software.

Attualmente, quindi, l’interfaccia del software è ben lontana dall’essere user-friendly, ma il suo ideatore ha già dichiarato di voler lavorare ulteriormente alla app per renderla sempre più semplice e intuitiva, così da poter essere utilizzata da un pubblico man mano più vasto.

Fino ad oggi sono diverse le celebrità che si sono ritrovate protagoniste di questi fake video: Daisy Ridley, Sophie Turner ed Emma Watson sono solamente alcune di loro e la complessità nell’utilizzo della app non sembra essere di ostacolo nella realizzazione e diffusione di questo materiale.

Uno strumento dalle mille sfaccettature e da un grande pericoloso potenziale.

Creando materiale simile a quello che ha visto i noti volti come protagonisti, si può far male a tantissime persone, anche non famose.

Già con il revenge porn, ovvero il condividere e rendere pubblico materiale hot del proprio ex o della propria ex, è emersa la sofferenza e il dolore della persona coinvolta. Ora, con la diffusione di un programma come FakeApp, la possibilità di diffondere online materiale compromettente e per di più falso, diventa ancora più semplice e così la capacità di colpire chiunque, anche a sua totale insaputa.

Un software che va ad alimentare il mondo dei fake, delle fake news e che può portare conseguenze molto serie, soprattutto se il programma diverrà veramente user-friendly.

Ecco che allora bisognerebbe riflettere di più e in maniera più profonda su quello che è il mondo dell’intelligenza artificiale, la quale inizia ad addentrarsi sempre più nelle nostre vite, anche nel privato.

E voi cosa ne pensate? Quale è il vostro parere, i vostri dubbi su questo nuova app?

Un saluto e al prossimo articolo!

Ilaria Lelli

Psicosessuologa e Consulente sessuale