Assistenza sessuale: al via il primo corso in Italia

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Se ne parla già da qualche anno, ma solo ora quel progetto si sta trasformando in realtà. 
Era il 2012 e Max Ulivieri, giovane web-designer affetto da una patologia genetica neuromuscolare che, causa l'atrofizzazione degli arti, portava alla luce un progetto del tutto nuovo: LoveAbility, portale web dedicato ai portatori di handicap, in cui ognuno poteva raccontare la propria esperienza, chiedere consigli, trovare sostegno e supporto.


Un vero e proprio luogo di scambio e confronto sul tema della sessualità, che segue un'altra importante iniziativa nata dalla stessa mano: tempo prima, infatti, Max Ulivieri aveva creato un sito dedicato alle vacanze accessibili, dove era possibile trovare tantissime informazioni per i turisti diversamente abili.

Ulivieri ha girato l'Italia in lungo e in largo per cercare di far cadere i tabù che ancora oggi esistono su sesso e disabilità: libri, convegni, partecipazioni a dibattiti televisivi, incontri con educatori e famiglie, tutto questo per realizzare un sogno.

Nell'aprile del 2014 (quindi, già 3 anni fa), alla Camera, è stato depositato un disegno di legge che prevede l'introduzione della figura dell'assistente sessuale. Da quella data ad oggi, però, è rimasto tutto fermo e nulla si è più smosso.

Sto provando a sensibilizzare le Regioni, per far partire il progetto a livello locale. Ho avuto buoni riscontri da Toscana, Emilia Romagna e Campania.”, spiega Max ed intanto il testo giace in un cassetto al Senato.

Ma il suo promotore non si ferma di certo: mentre i tempi e le attese burocratiche sembrano dilungarsi sempre più, Ulivieri ha messo in piedi LoveGiver, un progetto per il diritto all'assistenza sessuale del disabile.

In altri paesi come Svizzera, Olanda, Belgio e Scandinavia, la figura dell'assistente sessuale esiste già ma in Italia "Purtroppo non è stata considerata una priorità, non è mai arrivato neanche in commissione. In Italia c’è una grande difficoltà a discutere di sessualità. La nostra legge? Impegna il ministero della Salute a emettere linee guida che consentirebbero alle Regioni di attivare corsi di formazione ad hoc. Metterebbe al riparo da equivoci tra l’assistente sessuale e la prostituzione: la libera sessualità dei disabili non è soltanto un loro bisogno, è anche un diritto garantito da una sentenza della Corte costituzionale. Ulivieri mi ha detto che sarebbe partito, non fa niente di male se organizza un corso.". Queste sono le parole del primo firmatario del disegno di legge Sergio Lo Giudice in un articolo de La Repubblica.

Se vi state chiedendo chi sono di preciso gli assisti sessuali, vi chiarisco subito il dubbio.
Sono operatori che dopo un percorso di formazione psicologico, sessuologico e medico, aiuteranno le persone a vivere un’esperienza erotica, sensuale o sessuale; delle guide all’emotività, all’affettività, alla corporeità e alla sessualità

E così come aveva anticipato a Lo Giudice, Max Ulivieri, insieme agli altri membri del Comitato, ha fatto realmente partire il primo corso per Assistenti Sessuali nella città di Bologna: "In quattro anni abbiamo raccolto 2137 richieste, gran parte da parte di genitori di ragazzi con disabilità sia fisiche che cognitive. - racconta Ulivieri - Ci sono madri costrette a masturbare i figli, altri ricorrono alla prostituzione. Spesso negli istituti di cura vengono somministrati dei calmanti. Sono storie tristi e gravi. Mi sono stufato di ascoltarle e non poter fare niente".

Il corso per diventare "Operatore all’emotività, all’affettività e alla sessualità delle persone con disabilità" è già iniziato e vi stanno partecipando 17 persone selezionate a Roma tre anni fa.

"Finora abbiamo aspettato la politica, perché avremmo preferito muoverci nel quadro di una legge nazionale o regionale. Ma nessuno ci ascolta, così abbiamo deciso di auto-autorizzarci", spiega Maximiliano Ulivieri il quale definisce la partenza del corso un vero e proprio atto di disobbedienza civile. Ma il rischio più grande verrà corso nel momento in cui i soggetti in formazione passeranno dalla teoria alla pratica: "Potrebbero accusarci di favoreggiamento della prostituzione, c’è questo rischio, ma prima bisogna che qualcuno mi denunci".

I docenti, oltre a lui, saranno il presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica Fabrizio Quattrini, il dottor Rocco Salvatore Calabrò, il formatore Maurizio Nada, l’avvocato Lorenzo Simonetti e Judith Aregger, assistente sessuale in Svizzera.

"Lo scopo — spiega Ulivieri — è permettere ai disabili di riscoprire il proprio corpo come fonte di piacere e non solo di sofferenza e disagi quotidiani, attraverso il contatto, l’accarezzamento, il massaggio, l’abbraccio, l’accompagnamento alla masturbazione o anche semplicemente con la presenza, l’affetto e l’umanità".

Una volta concluso il corso i partecipanti si iscriveranno ad un albo privato, quello dei "love giver" potendo iniziare a svolgere la propria attività privatamente, nei propri studi o a domicilio. 

Un tema molto delicato che riguarda l’intera società, ma che necessita anche di regolamentazioni precise che la politica ancora non fornisce. Il passo compiuto da Ulivieri e dai suoi collaboratori è importantissimo: si corrono dei rischi, ma è un modo per non arrendersi davanti alla lenta burocrazia, per dimostrare quanto si creda e quanto sia importante il progetto e forse anche per smuovere le acque, per cercare di abbattere questo tabù che da tanti anni resta forte nella nostra società.

E’ un tema che divide, non tutti infatti lo condividono, ma che ci costringe a delle riflessioni: e voi, cosa ne pensate? 

Un saluto e al prossimo articolo. 

Ilaria Lelli
Psicosessuologa e Consulente sessuale