Educazione e gentilezza: indispensabili alleate nel rapporto di coppia

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Nelle relazioni più strette a volte si dimentica l'educazione insegnataci, fin dai nostri primi anni, da genitori, nonni, educatori scolastici.


Parole chiave come "grazie", "scusa", "per favore", scompaiono quasi magicamente nella vita di casa, sia tra gli sposi che tra genitori e figli. Eppure, hanno una tale importanza che andrebbero recuperati e salvaguardati.

Se il partner compie un gesto di gentilezza venendoci a prendere in macchina, pulendo una parte della casa che da accordi spettava a noi o preparandoci la cena mentre noi siamo stesi sul divano stanchi da una giornata pesante di lavoro... andrebbe ringraziato.
Invece, per molte coppie, diventa quasi un qualcosa di dovuto, con conseguente senso di ingratitudine percepito dal nostro compagno.

L'educazione non ci è stata insegnata solo per avere un tipo di vita formale, ci è stata tramandata perché è nella gentilezza che il rispetto verso l'altro prende vita e si manifesta. È nelle piccole accortezze che si manifesta l'amore e l'affetto verso qualcuno e se, nel matrimonio, questo sentimento dovesse diventare scontato, avremmo modo di veder minare un senso di complicità che potrebbe danneggiare il rapporto di coppia.

Molti sposi in terapia lamentano questa mancanza di cortesie e di parole chiave, troppe, per non valutare questo aspetto come indispensabile in una vita a due che funziona con il dovuto equilibrio!

In questo senso vige la regola del "non fare agli altri ciò che non vorremmo gli altri facessero a noi".

Siamo a casa sul divano a vedere un film e magari arriva il partner (o i figli) e cambia canale senza chiedere, con un gesto di prepotenza che potrebbe essere completamente evitato. Oppure, il marito o la moglie rientrano a casa e getta scarpe, cartelle, documenti sul tavolo o per terra senza preoccuparsi di metterle nei posti adatti. È normale che questi comportamenti siano esempi di mancanze di rispetto che alla lunga porteranno risentimento e allontanamento!

Perché non pensare invece di essere dei compagni di casa? Un po' come quando si fa vita universitaria e si impara a convivere con amici o persone estranee con una forma di rispetto reciproco che rende la vita dentro una casa più semplice per tutti.

Come in questo caso, il trucco è nel porre delle regole giuste e condivise che siano rispettate da tutti, e nella riscoperta dell'educazione che genitori e insegnanti hanno cercato di trasmetterci in tutti gli anni della nostra crescita.

Prepotenze e soprusi, manipolazioni e mancanze di rispetto poco si addicono all'armonia della casa e, per quanto questo discorso sembri valere per i figli, è invece soprattutto col nostro sposo che dovrebbe esser costruito, poiché i figli vivranno del nostro esempio più che delle nostre parole.

Vedere genitori che si rispettano, si divertono e si amano, sarà il più grande esempio di rispetto, amore e convivenza che potremo trasmettere ai nostri figli. Non credete anche voi?

Maria Luisa Lafiandra
Psicologa