Conflitto di coppia: un'opportunità e non un ostacolo

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Discutere o litigare con le persone a cui siamo legate non è un’esperienza piacevole: sentimenti di dispiacere e tristezza sono predominanti, ma del resto anche questi fanno parte della nostra vita.

E se questo è vero nelle relazioni che abbiamo con familiari, amici e colleghi, lo è ancora di più quando si tratta del proprio partner.

Il conflitto, però, non va visto in chiave negativa, in quanto può essere un momento importante per la coppia divenendo un’opportunità di crescita. 


Nel precedente articolo, ho affrontato il tema della comunicazione all’interno della coppia, sottolineando come sia importante confrontarsi con il partner, aprirsi con lui, evitando così di lasciare cose taciute che potrebbero inficiare il legame più avanti.

Il conflitto è spesso visto sotto una cattiva luce dai membri della coppia, i quali ne sono intimoriti e lo interpretano come un qualcosa di negativo che recherà danni anziché benefici.

Per riuscire a cambiare punto di vista ed iniziare a “riscoprire” in maniera positiva il conflitto, bisogna considerare prima di tutto una cosa: esso è un elemento naturale di ogni relazione umana, scaturendo da bisogni, percezioni e comunicazioni divergenti tra persone che hanno una relazione interpersonale.

Ma se il conflitto è un qualcosa di naturale, perché temerlo?

Per una coppia solida il conflitto rappresenta lo strumento per affrontare e superare situazioni di disagio ed incomprensione, al fine di trovare una soluzione comune.

Non si ha l’obiettivo di incoronare un vincitore, ma quello di uscirne entrambi rafforzati.

Ecco dunque che saper gestire il conflitto è molto importante.

Certamente non è cosa semplice soprattutto per chi non è abituato ad aprirsi e condividere. Confrontarsi, infatti, presuppone esternare sinceramente ciò che si sente, prova e pensa, essere sinceri ed onesti con sé e con l’altro.

La gestione del conflitto è il momento in cui emergono le differenze individuali, ma anche le similarità e complementarietà.

Canary, Cupach e Messman nel 1995 individuano diverse modalità di gestione del conflitto:

  • Fronteggiamento vs Evitamento: il fronteggiamento permette l’aperto ed esplicito confronto sulle tematiche della relazione, rivelandosi uno stile costruttivo ed arricchente. L’evitamento, al contrario, porta al rifiuto del confronto fino ad arrivare alla piena negazione della problematica.

  • Positività vs Negatività degli affetti che caratterizzano lo stile di gestione del conflitto.

  • Costruttività vs Distruttività: il conflitto costruttivo si caratterizza per essere cooperativo, prosociale ed ha il fine di preservare la relazione. Il conflitto distruttivo invece, è altamente competitivo, antisociale e minaccia la relazione stessa.

Ci si può approcciare al conflitto come un momento nel quale far emergere differenze, al fine di negoziare le proprie idee, evolvere e crescere insieme al partner ed alla coppia.

Come si può essere cooperativi nel conflitto?

Comunicare apertamente e sinceramente, ascoltare attivamente il proprio partner, riconoscere i sentimenti altrui e cercare una soluzione insieme, sono tutti elementi fondamentali per questo scopo.

Cooperare, essere assertivi, condividere, riconoscere l’altro: la coppia è una, ma si è in due al suo interno ed entrambi devono portare il proprio contributo affinché il legame sia sempre più forte e sano.

Ilaria Lelli
Psicosessuologa e Consulente sessuale

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