Il pillolo: la contraccezione si tinge di blu

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Quando si parla di contraccezione e di contraccettivi, si fa solitamente riferimento a tutti gli strumenti e i metodi propri del mondo femminile.Negli ultimi anni, però, si sta studiando un nuovo contraccettivo, il pillolo, destinato al genere maschile. Vediamo insieme di cosa si tratta.


Con il termine contraccezione si intende l’insieme delle tecniche anticoncezionali, ossia degli strumenti utilizzati per programmare o impedire il verificarsi di una gravidanza.

Esistono diversi metodi contraccettivi, distinguibili in:

  • contraccettivi usati prima del rapporto sessuale: contraccettivi ormonali (pillola estroprogestinica, anello contraccettivo, anello transdermico, contraccettivo sottocutaneo) o dispositivi intrauterini (IUD, comunemente detta spirale);

  • contraccettivi usati durante il rapporto sessuale: metodi a barriera (preservativo o condom, diaframma), metodi chimici, spermicidi (capsule, ovuli, gelatine, creme);

  • metodi naturali: metodo Ogino-Knaus, metodo della temperatura basale, metodo Billings, coitus interruptus.

Esistono anche i metodi chirurgici (sterilizzazione tubarica per la donna e vasectomia per l’uomo), ma questi non possono essere definiti come metodi contraccettivi, in quanto la reversibilità non è assicurata.

Il primo testo scritto che tratta tale tematica risale ben al 1900 a.c. e si intitola “il Papiro di Kahen” e presenta una serie di antichi metodi a cui si ricorreva per impedire gravidanze indesiderate.

Anche nell’Antica Grecia, la contraccezione era un argomento molto importante e si ricorreva a piante officinali come la carota selvatica, la menta puleggia e la ruta.

Si comprende facilmente come la contraccezione sia un tema molto delicato e caro all’uomo: da secoli molto lontani, infatti, ci si è prodigati per la scoperta e l’utilizzo di tecniche e strumenti utili per evitare gravidanze indesiderate.

Riflettendo un pò sulla natura dei contraccettivi attualmente in commercio e maggiormente utilizzati, però, balza subito all’occhio come tutti siano propri del mondo femminile.

Negli ultimi anni le acque si stanno muovendo ed inizia sempre più spesso a far parlare di sé un nuovo contraccettivo: il pillolo, destinato al sesso forte.

Cosa è il “Pillolo”?

La pillola maschile è uno strumento di contraccezione farmacologico per uso orale.

Si tratta di un farmaco in via sperimentale, basato sulla somministrazione di testosterone e progestinico. L’assunzione deve essere regolare ed i suoi effetti contraccettivi saranno tangibili dopo circa 3 mesi dalla data della prima somministrazione.

Il nome scientifico è dodecilcarbonato di 11-beta-metil-19-nortestosterone o 11-beta-Mntdc.

Si tratta di un testosterone modificato, in modo da avere le azioni combinate di un ormone maschile (androgeno) ed un progesterone: "I nostri risultati suggeriscono che questa pillola, che combina due attività ormonali in una, ridurrà la produzione di sperma preservando la libido", assicura Wang.

Lo studio è stato svolto a Seattle su 40 uomini sani, di cui 10 hanno ricevuto una capsula placebo.

Agli altri sono state somministrate le pillole con dosaggi differenti: 14 uomini hanno ricevuto 200 milligrammi, mentre i restanti 16 ne hanno ricevuti il doppio, 400.

La sperimentazione è durata 28 giorni, durante i quali gli uomini hanno assunto una pillola al giorno durante un pasto.

Quali sono stati i risultati?

Negli uomini che hanno assunto 11-beta-Mntdc, il livello medio di testosterone circolante è sceso al minimo; 5 hanno riportato un calo della pulsione sessuale e 2 hanno descritto una lieve disfunzione erettile.

Effetti collaterali gravi non sono stati riscontrati in nessun soggetto.

I livelli di due ormoni richiesti per la produzione di sperma sono scesi notevolmente (anche in rapporto ai livelli presentati dai soggetti a cui è stato somministrato il placebo), ma sono stati ripristinati i livelli normali una volta sospesa l’assunzione del pillolo: gli effetti sono quindi facilmente reversibili.

Certamente 28 giorni di trattamento sono pochi per giungere a conclusioni certe e stabili riguardo l’esito del trattamento, quindi necessiterebbero degli ulteriori studi, più lunghi e diluiti nel tempo.

In un secondo momento, quindi, si potrebbe passare all’attuazione di studi su campioni più ampi e comprendenti coppie sessualmente attive.

Un altro studio, questa volta condotto sui Macachi (Macachi Rhesus) nella Carolina del Nord, ha individuato nel composto EP055 una possibilità concreta per giungere al Pillolo maschile definitivo.

Nella ricerca ci si è soffermati in modo specifico sullo studio della proteina spermatica EPPIN, proteina presente sulla superficie degli spermatozoi.

EP055 è un composto organico in grado di colpire EPPIN, arrivando ad inibire la motilità dello spermatozoo.

Rispetto all’11-beta-Mntdc, l’EP055 non va ad agire sulla componente ormonale: questo composto infatti, viene iniettato per via endovenosa e agisce in maniera specifica sugli spermatozoi.

Non sono stati riscontrati effetti collaterali e dopo 18 giorni dalla sospensione del trattamento, gli spermatozoi hanno riacquistato la loro naturale motilità.

Si è ancora lontani dal pillolo maschile da mettere in commercio, ma queste ricerche sono i primi passi verso un metodo contraccettivo maschile efficace e sicuro.

Una contraccezione che, dopo tanto, si tinge di blu.

Ilaria Lelli
Psicosessuologa e Consulente sessuale