Quando l'orgasmo non coincide con l'apice del piacere

Domenica, 15 Aprile 2018 Scritto da 
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Da sempre alla parola Orgasmo vengono associate parole, emozioni e sensazioni piacevoli, del resto è un qualcosa che si vive solo una volta raggiunto l’apice del piacere. Ma siamo sicuri che sia sempre così?


I benefici dell’orgasmo per il nostro organismo sono diversi e, ad oggi, non si possono mettere in dubbio: rafforzamento del sistema immunitario, rimedio contro l’insonnia, riduzione del rischio di sviluppare il cancro alla prostata, favorisce la circolazione, allevia lo stress e rafforza il pavimento pelvico. Insomma, sia per l’uomo che per la donna, l’esperienza orgasmica non sembra affatto presentare controindicazioni. Eppure, ci sono persone che si trovano nella condizione di doverlo evitare, di doversi fermare prima e di rinunciare a questo immenso piacere.

Di chi si tratta? Scopriamolo insieme.

L’orgasmo nasconde un’altra anima, una faccia nascosta della medaglia, la quale si rivela solo a pochi: ecco che quello che per tutti rappresenta un momento di forte ed intenso piacere, si trasforma in motivo di sofferenza, disagio, fino ad arrivare al dolore vero e proprio.

Si chiama “Sindrome da malessere post-orgasmico” (POIS) ed è stata studiata per la prima volta soltanto nel 2002, presso l’Università di Utrecht (una delle più antiche università dei Paesi Bassi) dal dottor Marcel Waldinger.

Andiamo a conoscere meglio la POIS.

Si tratta di uno stato di malessere generale che comprende sintomi fisici e psicologici.

Irritazione oculare, dolore muscolare, fatica, rinite, brividi di freddo e stanchezza, si vanno ad associare a sintomi psicologici quali, disturbi del linguaggio, della memoria, dell’umore e confusione mentale.

Quando insorgono i sintomi?

Tendono a comparire subito dopo l’orgasmo e possono permanere per molto tempo, fino a 3 o 7 giorni (si intuisce facilmente la gravità della situazione ed il forte disagio che la persona si trova a vivere) per poi regredire molto lentamente, fino alla loro completa scomparsa.

La gravità è del tutto soggettiva e cambia da persona a persona, così come il momento in cui la “Sindrome da malessere post-orgasmico” si viene a presentare.

Si possono così distinguere due diverse forme del disturbo: primaria, quando si manifesta sin dalla prima eiaculazione, una secondaria nel momento in cui la POIS si presenta in età adulta.

Ma “colpisce” solo gli uomini?

Dagli studi condotti fino ad oggi sembra proprio che il gentil sesso non presenti tale problematica. Infatti, tra i soggetti che hanno partecipato alle ricerche e dagli studi effettuati, solo una donna ha presentato delle problematiche durante la fase orgasmica.

Purtroppo, si tratta di una sindrome cronica che si presenta ad ogni eiaculazione.

Gli studi condotti

La prima ricerca ha coinvolto ben 45 uomini che probabilmente presentavano la “Sindrome da malessere post-orgasmico”. Dallo studio è emerso che queste persone presentavano la sintomatologia dopo la masturbazione, nel momento in cui venivano a contatto con il liquido seminale per più di 5 minuti. Gli stessi sono stati poi sottoposti ad una prova allergica con lo sperma diluito ed è emerso che ben nell’88% dei casi si aveva una reazione allergica.

Il secondo studio ha coinvolto due soggetti in una terapia di desensibilizzazione: esponendo la persona in maniera graduale ad una percentuale sempre maggiore di liquido seminale, si è giunti ad un riduzione della sintomatologia.

I ricercatori hanno anche ipotizzato una seconda causa alla base della POIS: un rilascio massivo di sostanze chimiche endogene durante l’eiaculazione (esse agiscono come oppioidi naturali), seguito da una diminuzione fisiologica delle stesse, potrebbe portare la persona a vivere uno stato di astinenza con i relativi sintomi.

La “Sindrome da malessere post-orgasmico” è una condizione rara e ancora poco conosciuta. Per questo si rendono necessari ulteriori studi e ricerche per comprenderla al meglio ed offrire a chi ne soffre un percorso teraputico specifico e capace di ricondurre verso una sana e piena sessualità.

Ilaria Lelli
Psicosessuologa e Consulente sessuale