Gioielli Maragisca: il valore della semplicità

Scritto da 
Vota questo articolo
(3 Voti)

Cari Lettori, soprattutto sposini e amanti dei gioielli,

Oggi avrete l’opportunità di conoscere un brand Made in Italy dalla storia suggestiva e dal design davvero unico e versatile: Maragisca.

Grazie all’intervista fatta a Massimo Giorgetti posso oggi raccontarvi e farvi conoscere qualcosa di davvero unico, ideale per vestire e completare il look della sposa e, perché no, anche delle sue damigelle o invitate.
Non solo, nulla vi vieta di commissionare anche delle fedi personalizzate e preziose, moderne ma anche senza tempo, le uniche a poter raccontare ogni giorno la vostra storia, il vostro amore.

L’intervista

D. Salve Massimo, ci parli di Maragisca design lab, Sinergie di design e artigianato per la gioielleria

R. “Premetto che il mio mestiere è quello di progettare case, se possibile sostenibili, interni e mobili. Negli anni '80 mi capitò di vedere una mostra di Cleto Munari, poi ancora alcuni gioielli atipici in un piccolo laboratorio di Firenze e da lì qualcosa iniziò a muoversi. Disegnare gioielli è stata una pratica del tutto occasionale e 'privata' esercitata, più o meno dalla metà degli anni '90, per puro interesse personale. Recentemente, cedendo alle 'pressioni' di persone a me vicine, ho accettato l'idea di provare a 'pubblicare' alcune di queste realizzazioni con il progetto che ha preso il nome di Maragisca che ha potuto realizzarsi grazie alla collaborazione di un eccellente artigiano fiorentino che è Marco Ballini.
Il progetto, dal punto di vista commerciale, è solo all'inizio.Ogni pezzo viene realizzato rigorosamente con tecniche manuali tradizionali in linea con una delle idee fondanti del progetto di coniugare design e vera manualità artigiana. L'idea è quella di sperimentare un linguaggio contemporaneo per l'artigianato, inteso nel suo valore più alto, smarcandosi dalle stampanti 3D e dal prodotto commerciale che non ci interessa né ci compete”.

D. Cosa Vi ha spinto a realizzare gioielli così puri, minimali e versatili mentre sulle copertine e negli spot prevalgono soprattutto preziosi e design in genere eccentrici ed “esagerati”?

R. “In linea generale sono contrario all'ostentazione, sia 'formale' che 'venale', così come alla ridondanza quand'anche di segno negativo. Mi interessa l'essenza delle cose anche se si tratta di un articolo incomparabilmente più difficile sia da trattare che da vendere. Per me questo vale per le case, per i mobili, per le parole, ma anche per i gioielli. Sono convinto che un gioiello debba poter essere indossato con naturalezza e spontaneità lasciando ampi margini di interpretazione a chi lo indossa.
I gioielli che ostentano il potenziale creativo del designer o il conto in banca necessario ad acquistarli generano volgarità e prevalgono sulla 'persona' e per questo, per farla breve, non sono in linea con la mia 'idea del mondo'. Mi piace pensare che un gioiello possa suscitare una sottile curiosità e contribuire a valorizzare la personalità distintiva di chi lo indossa assumendo aspetti sempre diversi. Poi la piccola collezione Maragisca ha pezzi più o meno funzionali a questo ma... si fa quel che si può e anch'io sono tutt'altro che immune da contraddizioni...”

D. Quali sono i punti di forza dei Vostri gioielli? E del Vostro brand?

R. “Onestamente non saprei rispondere a questa domanda,ma posso affermare che le nostre creazioni coniugano l'utilizzo di materiali preziosi, un design particolare mutuato dalla mia formazione professionale e una realizzazione rigorosamente artigianale che però non appare mai autoreferenziale. I contenuti propri del design unitamente alla realizzazione manuale fanno di ogni pezzo un pezzo di fatto esclusivo, da scegliere intimamente, da ordinare e da attendere pazientemente. Tutto ciò chiede qualcosa di più di un distratto 'però carino..' o della estrazione meccanica della carta di credito. Chiede l'intuizione della visione un po' più allargata che sta dietro quella forma e il desiderio di condividerla e di interpretarla. È palese che la nostra clientela potenziale sia una clientela di nicchia.
Detto questo, tornando alla domanda, se tutto ciò sia un punto di forza o di debolezza non saprei dire. È certo che un progetto del genere non può essere facilmente condizionato da strategie di marketing”.

D. Come vedete la sposa odierna? Cosa, secondo voi, non può mancare nell’outfit delle nozze? Sia per la sposa e sposo che per gli invitati?

R. “Io vedo la sposa prima di tutto consapevole, e consapevolezza significa libertà, significa non lasciare nulla al caso orientando ogni scelta, dall'abbigliamento agli accessori ecc.., secondo un codice chiaro che esprima senza ambiguità quello che vogliamo essere in uno dei momenti più importanti della vita. Nel matrimonio secondo me andrebbe recuperata la dovuta solennità, anche qui, bonificando da eccentricità riduttive e dispersive.

Ad esempio la nostra fede Minus è molto minimale poiché non vuole risultare invasiva e aggiungere alcunché al matrimonio. Un profilo in oro di sezione squadrata, sottile quanto basta, che si limita a contenere derive di ostentazione che potrebbero risultare aberranti. Il segno minimo di una frugalità, di un'intimità e di un pudore da riaffermare e pertinenti a un progetto di felicità per la vita tra due persone. Ripeto, anche una piccola fede può assurgere a paradigma di un modo di 'vedere le cose'. Niente di particolare se non che noi ne proponiamo solo una ed è fatta così”.

D. Io trovo i Vostri gioielli perfetti per le spose. Sono versatili ed incarnano la purezza e la regalità perfette da coniugare ad un qualsiasi abito nuziale, indipendentemente dallo stile di quest’ultimo e della sposa stessa. Cosa mi dite a riguardo?

R. “La semplicità ha il potere di trascendere ogni stile tendendo all'assoluto. Allorché si manifesta, la Semplicità è sempre stupefacente; una magia, un incantesimo.

Ci sono vari utensili nella produzione spontanea e anonima che hanno raggiunto una semplicità compiuta anche se la familiarità e l'abitudine all'uso fanno sì che non ne cogliamo il valore straordinario e rivoluzionario. Nella storia del design ovviamente sono pochi i progetti realizzati che sono arrivati a lambire il limite di una tale sintesi virtuosa. I primi che mi vengono in mente sono la lampada Toio di Castiglioni del '62 o il segnalibro Ellice di Marco Ferreri... Si tratta di una sintesi difficilissima da raggiungere, un'utopia probabilmente.

In qualcuno dei miei gioielli ho avuto la sensazione di essermi avvicinato leggermente ma non le dirò in quali. Tuttavia le qualità che lei ha citato mi autorizzano a pensare che tutte le nostre creazioni siano quantomeno pervase da un'idea di Semplicità abbastanza chiara e questo per noi è un riscontro di grande rilievo di cui la ringraziamo”.

Che dire, con queste belle parole di Massimo Vi consiglio di guardare attentamente anche la galleria immagini, dove appunto potrete trovare alcuni esempi della produzione Maragisca.

Ringraziando anche Massimo Vi mando un abbraccio e Vi ricordo di scegliere con cura i preziosi, non solo nel giorno delle nozze e prediligete la manifattura e l’artigianalità italiane, l’unicità e la passione con la quale molti preziosi vengono tuttora realizzati.

Eleonora Tredici
Interior designer e Visual merchandiser