Deficit erettivo: cause e soluzioni di una problematica di coppia

Martedì, 14 Novembre 2017 Scritto da 
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Attualmente sono molti gli italiani che soffrono di disfunzione erettile, ovvero, la marcata difficoltà ad ottenere o a mantenere l’erezione, al fine di vivere una sana e soddisfacente sessualità.


Questo disturbo può essere presente da quando la persona è diventata sessualmente attiva, oppure, si può presentare dopo un periodo in cui è stata vissuta una sessualità con un buon funzionamento.

E’ importante considerare anche il momento in cui il disturbo viene a presentarsi: ci sono casi in cui il deficit si limita a determinate circostanze o con un determinato partner, oppure, è possibile che la problematica si presenti a prescindere da qualsiasi fattore esterno.

Per fare una diagnosi di questo tipo, è necessario non solo raccogliere in maniera accurata la storia sessuale del paziente, ma anche riflettere su ciò che viene detto, su quali sono i vissuti e qual'è l'andamento del matrimonio o della sua vita di coppia, per comprendere al meglio la situazione. 

Ma quali sono le cause di questo deficit?

Le cause del deficit erettivo possono essere organiche (legate quindi a qualche problematica prettamente medica), psicologiche o miste. Questa distinzione, però, non si riflette nella realtà clinica, in quanto è veramente difficile scindere mente e corpo, problematiche fisiche e disagi psichici.

Sicuramente, però, in casi quali diabete, disturbi cardiaci o assunzione di farmaci o droghe, la condizione medica gioca un ruolo centrale.

A livello psicologico, invece, i fattori che possono portare verso lo sviluppo del deficit erettivo sono molteplici.

Già l’educazione ricevuta può essere uno di questi: un’educazione rigida, repressiva o iper-religiosa, infatti, può portare la persona a sviluppare degli schemi cognitivi sessuofobici. Cosa vuol dire? Che a seguito dell’insegnamento ricevuto, la sessualità viene vista come qualcosa di sporco, di peccaminoso e negativo.

A questo se ne aggiungono altri: timore dell’insuccesso dopo precedenti perdite dell’erezione vissute in maniera negativa; timore di venire abbandonati o rifiutati se non si è all’altezza della situazione (ansia da prestazione); incapacità di abbandonarsi alle proprie sensazioni; non essere pienamente coinvolti o l’esatto contrario ed, infine, il forte stress, legato anche ad altre situazioni della vita quotidiana.

Ogni persona ha una propria storia e va conosciuta per capire da dove tutto ha origine. 

Ma quale è il vissuto dell’uomo?

Per chi soffre di disfunzione erettile, è come se corpo e mente andassero ognuno per la propria strada: fantasie, pensieri, emozioni, sensazioni, non riescono più ad essere accompagnati dal corpo, il quale ostacola l’erezione.

Tutto ciò porta l’uomo verso vissuti di ansia, preoccupazione, disagio e paura: pensieri intrusivi, che invadono a loro piacimento la sua mente, quando meno se lo aspetta, turbandolo sempre più.

Divenendo l’erezione un qualcosa di imprevedibile, non “controllabile”, ogni momento di intimità verrà accompagnato da vissuti negativi che non faranno altro che alimentare il deficit. E’ come se si instaurasse un circolo vizioso. 

E la donna? Ha un ruolo in tutto ciò? E se sì, quale?

Ogni qual volta ci sia qualche problemino sotto le lenzuola, non si deve ricercare un colpevole, una persona che sia l’origine e causa del problema (a parte i casi in cui alla base del disturbo ci siano componenti puramente organiche): bisogna prendere in considerazione la coppia e le dinamiche che la vedono coinvolta.

Fatta questa premessa, è evidente che la partner abbia un suo ruolo che si esprime sia nell’insorgenza che nel mantenimento del disturbo. 

Ci sono partner colludenti, che cioè vedono il problema, ma lo mantengono senza far nulla per affrontare la situazione. Sono principalmente donne che hanno problematiche sessuologiche e che “usano” il sintomo del partner per mantenere una sessualità immatura (come nel caso delle donne con vaginismo).

Altre volte l’uomo si trova di fronte a donne molto sicure, esigenti, che sanno cosa vogliono e con il loro atteggiamento possono intimorirlo, soprattutto, se il rapporto è fresco, se stanno insieme da poco tempo.

La donna può essere anche ansiogena e, con il suo comportamento evitante o ambivalente, genera forte ansia e stress nell’uomo.

Questi sono degli esempi, ma ognuno con la propria storia può portare vissuti che “facilitano” l’insorgenza e il mantenimento della disfunzione erettile. 

Come si cura il deficit erettivo?

Terapia medica o terapia psico-sessuologica? Non si può pensare di affrontare il disturbo seguendo l’una o l’altra via, sono due percorsi che si intrecciano e si influenzano tra loro.

La terapia farmacologica, infatti, spesso da sola non basta: non è sufficiente, come molti pensano, assumere la pasticca blu per risolvere la problematica. Quando esistono fattori più profondi, disagi, ansie, vissuti negativi da rielaborare, è importante intraprendere un percorso psico-sessuologico, per arrivare alla radice del disturbo, ma anche in questo caso non si può negare l’assunzione del farmaco. 

Volersi bene è fondamentale e, per questo, dobbiamo prenderci cura di noi e anche della nostra salute sessuale, al fine di vivere a pieno la nostra sessualità e migliorare il nostro matrimonio e la nostra vita di coppia. 

Ilaria Lelli
Psicosessuologa e Consulente sessuale