Sport estremi  
Sport estremi sport pericolosi

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Sport estremi e sport pericolosi


 

SPORT ESTREMI, SPORT PERICOLOSI

Parapendio


Sport estremiUn volo in tandem con un parapendio ti permette di esplorare un altro mondo. Il decollo è il momento più emozionante. Ci si stacca da terra per godere di momenti indimenticabili e panorami mozzafiato. Finalmente in volo: ora è il momento per godere della vista che normalmente è riservata ai volatili o a pochi fortunati, peccato che duri così poco e si debba presto atterrare dolcemente.

Per la pratica del parapendio si usa una vela che in origine prende spunto dai paracadute da lancio, quando alcuni paracadutisti Francesi sentirono la necessità di ridurre i costi delle loro esercitazioni, e di non dipendere più dall'aereo, infatti nel parapendio per decollare basta un pendio, e studiato per poter volare per ore, sfruttando le correnti ascenzionali decollando da un pendio di qualche centinaio di metri di dislivello e possibile raggiungere quote che superano i 4.000 metri di quota, e percorrere distanze impensabili.

Data la facilità di apprendimento delle tecniche e la semplicità di utilizzo del mezzo, si può affermare che questa attività sia alla portata di tutti; non si richiedono infatti doti fisiche particolari. Si tratta però pur sempre di una disciplina di volo e dunque implica una serie di conoscenze : il doversi immergere in una situazione tridimensionale (l'aria), la capacità di eseguire correttamente le manovre e correlare le stesse ad un preciso piano di volo, ecc... E' per tutti, purchè si accetti la logica di prepararsi adeguatamente per affrontare il volo. Per la legge Italiana l'unico limite è un'età minima di 16 anni. La pratica è vincolata alla presenza di un dislivello, quindi saranno le montagne il terreno prevalente d'azione del parapendio.

Per iniziare basta rivolgersi ad una scuola specializzata, non fidandosi delle improvvisazioni individuali che spesso si incontrano in questa attività. Oggi in Italia le scuole per poter operare devono essere riconosciute dall'Aero Club d'Italia; queste sono le uniche realtà ove è possibile operare per il raggiungimento dell'attestato.

 
 

Bungee Jumping

Il salto con l'elastico ( Bungee Jumping ) è uno sport nato in Oceania. La versione che noi conosciamo oggi ha preso spunto da un rituale praticato dagli aborigeni che vivevano a circa 4000 miglia dalle coste orientali dell'Australia, nell'arcipelago delle Nuove Ebridi. Il più delle volte, chi pratica questo sport sono delle persone giovani, ma non sono richieste particolari capacità fisiche, basta solo molto coraggio. Tutta l'attrezzatura è composta dall'elastico: esso è testato per 2000 lanci sicuri, ma viene gettato per maggiore sicurezza dopo 250. In apparenza potrebbe sembrare uno sport molto rischioso, in realtà invece grazie a tutte le precauzioni che vengono prese è da ritenersi uno sport a basso rischio e il numero di incidenti è molto vicino allo zero. In Italia non è ancora nata una federazione ufficiale del Bungee Jumping, navigando su Internet però si possono trovare vari siti ben fatti di associazioni che organizzano vari eventi.

 

Paracadutismo

Il paracadutismo e la caduta libera hanno sempre appassionato gli uomini. Il primo disegno di un paracadute risale al 1514 e ne troviamo traccia in alcuni disegni di Leonardo da Vinci.
Già dai primi lanci si potranno fare dei voli in caduta libera di 50 sec. dopo aver raggiunto un altezza di circa 3500-4000 mt.
Può essere praticato da tutte le persone che abbiano compiuto almeno il 16 anni ma se si è minorenni bisogna essere accompagnati da un maggiorenne. Oltre al paracadute principale e quello ausiliario è nevessario indossare tuta, guanti, casco, occhialini e scarpe ginniche. Con le dovute precauzioni e controlli non è assolutamente uno sport rischioso. Il paracadute è dotato di un sistema di apertura automatica. Come ogni altro tipo di sport gli incidenti che si possono verificare sono causati dall'errore umano.

 

Rafting

Il rafting ha origine negli USA e consiste nella discesa di corsi d'acqua impetuosi con speciali battelli pneumatici (RAFT) con la prua e la poppa uguali fra loro che possono trasportare dalle 4 alle 12 persone. Il tratto più bello del modo per praticare questo sport sia il fiume Bio Bio in Cile. L'attrezzatura è composta dai seguenti elementi: casco, giubbotto di salvataggio, muta e pagaia; non sono richieste particolari doti fisiche. Condizione necessaria per praticare il Rafting è saper nuotare. Se si seguono i consigli della guida e si presta attenzione ad alcuni principi basilari della disciplina, il rischio è veramente basso.

 

Hydrospeed o Idrospeed

L'attività dell'idrospeed (Hydrospeed) si può considerare come la versione estrema del torrentismo. Chi pratica questo sport, discende fiumi e torrenti tumultuosi passando attraverso gole, insenature e rocce con l'ausilio di una specie di bob. L'elemento principale è un bob simile a quello che viene usato dai bambini sulla neve. Bisogna poi dotarsi di una muta in neoprene per proteggersi dal freddo e eventuali escoriazioni superficiali, la muta deve avere inoltre i dovuti rinforzi e protezioni su cosce, ginocchia e gomiti. Altri elementi da non dimenticare sono: un giubbotto salvagente e un casco da kayak per proteggere la testa. Considerando la pericolosità dell'idrospeed (Hydrospeed) è bene affidarsi a una associazione specializzata o farsi accompagnare da un esperto in grado di valutare la pericolosità dei salti. I salti non devono mai superare i 2 o 3 metri di altezza ed é sempre necessaria, prima della discesa, una ricognizione del corso d'acqua per evitare sorprese. Bisogna verificare bene eventuali correnti e l'impeto dei gorghi che si formano alla base delle cascate.

 

Canyoning o Torrentismo

Il canyoning o torrentismo, consiste nella discesa a piedi di corsi d'acqua che scorrono all'interno di strette gole scavate nella roccia e caratterizzati da portata ridotta e forte pendenza. Proprio per queste caratteristiche le rive dei torrenti adatti alla pratica del canyoning risultano inaccessibili con altri mezzi, una volta intrapresa la discesa non è assolutamente possibile ritornare indietro, ma solo proseguire fino all'uscita. Per questo sport non è indispensabile saper nuotare per affrontare i percorsi di livello base/medio; è importante non avere paura dell'acqua in generale. Nelle discese si possono tenere anche gli occhiali, meglio se legati con un apposito aggancio per lo sport. Le lenti a contatto si possono ugualmente portare però hanno la tendenza a scivolare fuori posto quando si salta in acqua. È indispensabile dotarsi di una muta, scarpe specifiche, imbracatura, moschettone, casco e corde. I pericoli maggiori sono l'ipotermia e la piena improvvisa dei corsi d'acqua.

 

Base Jump

Il Base Jump è nato in america all'inizio degli anni '70. I primi praticanti di questo sport saltavano con paracaduti classici modificati. Consiste nel buttarsi da fermi, cioè da "basi fisse" come ponti, antenne, dighe, palazzi e tutto quello che supera i 60 metri. Il significato di BASE è: B - Building (Palazzo), A - Antenna, S - Span (Ponte), E - Earth (Terra, Montagna). Il Base Jump non è una disciplina per tutti, presenta grandi rischi perché il tempo tra lancio e impatto al suolo è spesso di qualche secondo, occorre quindi grande reattività fisica e mentale. Molto spesso poi si atterra in mezzo ad alberi, cavi dell'alta tensione, automobili, e bisogna arrampicarsi fino al punto di lancio. In Italia il Base Jump non è regolamentato e in paesi come l'America è addirittura illegale.

 

Kitesurfing

Il Kitesurfing nasce nell'estate del 1999. Un kitesurfer sta in piedi sulla tavola, con i footstraps o con gli agganci, e usa la potenza di un grande aquilone controllabile per trasportare lui e la tavola sull'acqua. Il corpo dell'atleta è l'unica connessione tra l'aquilone e la tavola e avrà contemporaneamente il compito di pilotare l'aquilone nel cielo e controllare la tavola sull'acqua. Nel Kitesurfing, imparare a controllare un aquilone da trazione richiede una certa pratica in quanto l'aquilone sviluppa più potenza di quanto un inesperto potrebbe immaginare, è quindi opportuno iniziare con una vela di taglia ridotta, in condizioni di vento teso e leggero, per poi passare a dimensioni maggiori. All'inizio è comunque consigliabile prendere lezioni presso un centro attrezzato o farsi inserire in questo campo da persone che hanno già una certa esperienza.

 

Free Climbing e Alpinismo

Il free climbing o arrampicata sportiva è uno sport abbastanza giovane, la prima gara che si disputò in Italia risale al 1985. Con il termine free climbing si intende l'arrampicata su falesie, cioè su pareti del fondo valle che non presentano particolari problemi legati all'accesso, alla quota, alle condizioni meteorologiche. L'arrampicata avviene senza l'ausilio di alcun mezzo artificiale, i chiodi e le corde utilizzate hanno come unico scopo di rendere sicuro lo sport. A differenza dell'alpinismo vero e proprio, il cui obiettivo e di raggiungere la vetta accettando i rischi e gli imprevisti, il free climbing predilige l'aspetto artistico del gesto atletico. Già da qualche anno, questa attività viene svolta anche su pareti artificiali. Non dovrete improvvisarvi scalatori anche perché potrebbe rivelarsi molto pericoloso, e soprattutto "free" non vuol dire che la scalata va fatta senza corde. Anche in questo caso il consiglio è quello di rivolgersi a professionisti del settore o centri che oltre a guidarvi nella pratica del Free Climbing in tutta sicurezza potranno fornirvi tutta l'attrezzatura necessaria. L'attrezzatura è composta dall'imbracatura, dalle scarpette da arrampicata, leggere e in grado di aderire alla roccia e infilarsi nelle più sottili asperità e dal sacchetto porta magnesite che assorbe il sudore delle mani.

 
 
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