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Nuoto, Allenamenti nuoto


 

NUOTO

Il nuoto è una popolare attività ricreativa ma anche uno sport competitivo. Diversi stili natatori sono stati sviluppati al fine di ottimizzare la velocità e le prestazioni a livello agonistico. Al giorno d'oggi esistono quattro stili ufficiali con cui si disputano le gare regolati dalla F.I.N. (Federazione Italiana Nuoto): Stile Libero, Delfino, Rana, Dorso.

 
 

Stile libero: non pone restrizioni sull'azione che possono intraprendere i nuotatori ad eccezione della porzione a stile libero delle gare miste. In pratica, la stragrande maggioranza delle gare viene disputata usando il cosiddetto crawl che è lo stile più veloce, effettuato spingendo all'indietro le braccia una alla volta e battendo le gambe dall'alto al basso non contemporaneamente, senza restrizioni di simmetria.

Delfino: in queste gare al nuotatore è richiesto di mantenere un movimento simultaneo simmetrico. Inizialmente veniva eseguito raggruppando le gambe e scalciandole indietro come nella rana. Tale nuotata veniva definita a Farfalla. Più avanti fu introdotto un colpo di gambe dall'alto verso il basso simmetrico e simultaneo. L'innovazione, non contraria al regolamento FINA, è stata largamente impiegata tanto da sviluppare un nuovo modo di nuotare a farfalla detto delfino. Al giorno d'oggi nella totalità (o quasi) dei casi nelle gare a farfalla viene utilizzata la nuotata a delfino, molto più veloce e efficace, tanto che le due denominazioni "farfalla" e "delfino" hanno finito per diventare sinonimi. Qualche anno fa nella gara a farfalla è stato vietato il colpo di gambe a rana ed è quindi ormai consentito solo nuotare a delfino (tale regola non vale per la categoria Master). Tuttavia la competizione continua a chiamarsi farfalla.

Rana: è lo stile dal quale si è evoluta la farfalla, pone l'ulteriore restrizione che le mani del nuotatore devono essere spinte in avanti dal petto, che le mani durante il movimento non superino mai la linea dei fianchi, a parte nella prima bracciata subacquea dopo partenza e virate, e che i gomiti devono rimanere sott'acqua. In seguito ad una modifica della normativa non è più necessario che la testa rompa la superficie dell'acqua ad ogni ciclo di bracciata è quindi possibile andare interamente in immersione con quest'ultima. È lo stile più lento.

Dorso: non pone restrizioni di simmetria, ma i nuotatori devono stare girati sul loro dorso per tutto il tempo, ad eccezione delle virate. È consentito il movimento di rollio delle spalle, basta che non si raggiungano i 90 gradi. Il dorso viene eseguito in pratica, come un'inversione del crawl, i nuotatori portano le braccia sopra le loro spalle, alternativamente, e le respingono lungo i fianchi sott'acqua per fornire la propulsione.

Non essendo il nuoto una disciplina in cui viene premiata la tecnica di esecuzione, ma la velocità con cui vengono coperte le distanze, il perfetto metodo di esecuzione dei quattro stili è spesso oggetto di controversie. A livello internazionale, infatti, è riconosciuto solamente il regolamento che da indicazioni generali nel rispetto del quale saranno possibili interpretazioni pressoché infinite. Il modello tecnico dev’essere quindi individuato nella nuotata di coloro che ottengono le migliori prestazioni mondiali. Grazie a questo tipo di ricerca la tecnica del nuoto è in continua evoluzione e spesso persino il regolamento promuove iniziative interessanti (esempio: dal 2005 è stato concesso di effettuare una gambata a delfino nella subacquea a rana). Questi apporti non devono tuttavia essere considerati marginali, basti pensare alla recente evoluzione del dorso: circa vent’anni fa gli allenatori chiedevano di flettere le braccia nel recupero e mantenerle distese nella fase subacquea, oggi avviene l’esatto opposto.

 
 
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